Testi dei canti

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BEATI VOI, MISERICORDIOSI

Beati voi misericordiosi,
rallegratevi ed esultate
perché grande è la vostra ricompensa.

Amico passa in quella piazza,
su quella loggia dell’ospedale
le statuine di terracotta
storie d’amore narrano al sole.

Portano l’acqua all’assetato
e da mangiare all’affamato
portano un morto a seppellire
gli abbandonati vanno a servire.

Vanno a trovare un ammalato
a visitare un carcerato
ed il vestito vanno a portare
a chi di freddo sta a tremare.

Le statuine son vecchie ormai
ma i sofferenti non mancano mai.
Le statuine sono un racconto.
lo l’ho compreso e dico «son pronto».


CANTA RAGAZZO! INVENTA L’AVVENIRE! (versione originale)

Canta ragazzo, inventa l’avvenire,
il mondo non avanza senza amore, no, no, no,
domani tocca a te non ti fermare, no, no, no,
no, no, no, canta ragazzo, inventa l’avvenire.

“Io sto alla porta e busso” – Gesù dice così –
“Se tu mi senti ed apri, se mi rispondi sì,
io entrerò da te,
ci siederemo accanto e cenerai con me”.

Canta ragazzo, inventa l’avvenire,
il mondo non avanza senza amore, no, no, no,
domani tocca a te non ti fermare, no, no, no,
no, no, no, canta ragazzo, inventa l’avvenire.

Bisogna che tu impari ad essere profeta,
scoprire quelle strade che portano alla meta,
è questa la tua prova,
vedrai un cielo nuovo ed una terra nuova.

Canta ragazzo, inventa l’avvenire,
il mondo non avanza senza amore, no, no, no,
domani tocca a te non ti fermare, no, no, no,
no, no, no, canta ragazzo, inventa l’avvenire.

Bisogna che tu gridi la tua testimonianza,
ed essere per tutti un segno di speranza,
ciascuna creatura,
attende anche da te la libertà sicura.

Canta ragazzo, inventa l’avvenire,
il mondo non avanza senza amore, no, no, no,
domani tocca a te non ti fermare, no, no, no,
no, no, no, canta ragazzo, inventa l’avvenire.

Finché nel cielo immenso apparirà il mio segno,
e tu vedrai ragazzo, la gloria del mio regno,
vedrai con il tuo viso,
lo Spirito ed il Figlio con il Padre in paradiso.

Canta ragazzo, inventa l’avvenire,
inventa l’avvenire, inventa l’avvenir.


CANTA RAGAZZO (versione scout)

“Io sto alla porta e busso” – Gesù dice così –
“Se tu mi senti e apri, se mi rispondi sì,
io entrerò da te, ci siederemo accanto,
ci siederemo accanto e cenerai con me”.

Canta ragazzo e inventa l’avvenire,
il mondo non avanza senza l’amore

Bisogna che tu impari ad essere profeta,
seguire quelle strade che portano alla meta,
è questa la tua prova, vedrai nuovi cieli,
vedrai nuovi cieli ed una terra nuova.

Canta ragazzo e inventa l’avvenire,
il mondo non avanza senza l’amore

La vita è come un frutto, un frutto di speranza,
speranza nasce al sole e vola come il vento
e tu ragazzo spera in qualche cosa in più,
domani tocca a te, non ti fermare mai.

Canta ragazzo e inventa l’avvenire,
il mondo non avanza senza l’amore


CANTA TERRA

La bontà del mio Signore
attraversa monti e valli,
passa i limiti del tempo,
passa tutto il firmamento;
e ci viene a visitare
e rimane in mezzo a noi,
ci rifascia di dolcezza,
ci fa piangere e cantare.
Compagnia delle creature,
questo è tempo di letizia!

Canta Terra in ogni età
la grandezza del mio Dio
con la voce di chi sa
che la vita è cercarsi in Lui.

Una notte di dicembre
m’ispirò di tenerezza:
quel Presepe sopra il monte,
quel cantare nella selva…
Mi nascesti come vivo
con il popolo a guardarti:
lo stupore dell’eterno
ci ravvolse tutti quanti.
Comunione nella fratellanza,
questo è tempo della grazia!

Un mattino di settembre
mi segnò col suo sigillo,
mi toccò con il suo bacio:
quelle stimmate del Figlio.
O ferite della Croce,
agonia del mio Signore,
la mia carne sopraffatta
di dolcezza e di dolore.
Remissione nelle mani sue,
questo è tempo di preghiera!


CANTI DI PROVENZA

Canti di Provenza, gesta ardite,
trovatori,
sogni di battaglie, armi, cavalieri,
vi ho amato.
Ma Lui nascose un seme
di dubbio in fondo a me
sbocciò uno strano fiore
dal nome Umiltà.

Ed allora via la veste bella
e la borsa del denaro,
padre mio le rendo a te;
tempo delle scelte sei venuto:
l’uomo nuovo nasce nudo, dentro me.
E ci sarà da camminare
sulle orme tue Signore…
E sposerò la Povertà,
la mia sorella Povertà.

Gioventù d’Assisi, gaie compagnie
spensierate,
giorni dissipati, feste dell’amore
quale amore?
Ma Lui nascose un seme
fecondo dentro me,
crebbe un altro amore
dal nome Carità.


CITTÀ DEI MIEI GIORNI

Dall’alto del colle dove amo salire
contemplo la terra nel suo divenire:
laggiù nella luce, nel fulgido sole
ti abbraccia il mio sguardo città del mio cuore.

Il tempo lontano, il tempo vicino
mi fanno capire il nostro destino;
avverto il legame tenace e presente
che lega il mio sangue a te e la tua gente.

Città dei miei giorni che cresci quaggiù
se vivi d’amore, se sali in avanti
tu cresci di più; con tutti i tuoi vivi
con tutti i tuoi morti, città di risorti
risorgi anche tu.

Capisco altre cose: in te c’è una Mano
che plasma la pietra avendo un suo piano:
modella il tuo volto, il fuori, il dentro
lo Spirito Santo il vero Architetto.

Perché cresca libera, pacifica e giusta
lavora più a fondo o Mano robusta,
e falla più bella e salva dai mali,
città di fratelli, di uomini eguali.

Città di prodigi, di gente guarita
di gente che inventa percorsi alla vita;
che parla le lingue, che prega, che canta
di forte pazienza rifatta più santa.

Città dei miei padri, città dei miei figli,
il vento mi porta l’odore dei tigli,
mi porta visioni:ti vedo, serena,
amica di Cristo, mia patria terrena.


CORPO DEL MIO SIGNORE

Corpo del mio Signore misterioso
dentro alla Chiesa come un nascituro,
In Te ci ritroviamo, ad uno ad uno
per nascere nel tuo Giorno glorioso.

Pane offerto alla fame del mondo
insaziabile fame d’amore,
d’ogni bocca Tu sei nutrimento,
ogni uomo converti nel cuore.

Dai dispersi destini terrestri
come messi raccolte nel sole,
tu raduni le nostre speranze
ci raccogli in un pane d’amore.

Coi fratelli che mangiano a stento
solo un pane bagnato di pianto,
con quei sazi che persero il gusto
d’ogni pane ottenuto nel mondo.

O presenza di Cristo Risorto
sotto i segni del pane e del vino,
riconduci davanti al Tuo volto
chi ti accoglie con fede nel petto.

Pane santo spezzato ogni giorno
comunione di gioia e d’affanno,
dove il popolo trova sé stesso
conciliato fratello a fratello.

Unità, desiderio profondo
testamento e preghiera di Cristo,
alla fine del lungo viaggio
ritrovarsi nell’unico abbraccio


CRISTO REGNA NELLA GLORIA

I re potenti di questo mondo
versano il sangue delle nazioni
per mantenere il loro potere:
Cristo Signore ha versato il suo
per proclamarsi Re dell’amore.

Il regno tuo non è del mondo
ma questo mondo diventa tuo,
incamminato alla sua pienezza
se si modella sul tuo vangelo:
è lì che regni, Signore nostro.

Attenderemo che dal tuo regno
tu ci ripeta quella promessa
che pronunciasti al ladrone buono
quando dal tuo trono di legno
gli concedesti il tuo perdono.

Principio e fine dell’universo,
venga il tuo regno sempre, Signore.
Oggi attendiamo che tu ritorni:
riporta pace nel nostro cuore
riporta un senso nei nostri giorni.

Cristo regna nella gloria,
costruisce un mondo santo;
il tessuto della storia
lo ricopra come manto
della sua regalità.

E NOI SAREMO LIBERI

Dal profondo di tanta pazienza,
nel fermento di tutta la terra
sta fiorendo la morte di Cristo
all’appello dei più disperati
tra i figli dell’uomo.

E noi saremo liberi di andare
verso un oriente di misericordia;
I nostri padri han passato il mare:
noi passiamo la morte, Insieme a Te!

Nel deserto del loro silenzio
meditarono a lungo il Tuo giorno,
e se tutti vedremo il Tuo volto
lo dovremo alla forza del pianto
di questi fratelli.

Consumarono i giorni e la vita
senza alcuna speranza nei sogni
né sorriso di qualche fratello,
accettando soltanto la grazia
del loro Signore.

Nell’angoscia dell’ultima sera
Egli giunge alla vostra misura,
disperati di tutta la terra
che tenete celato il segreto
del giorno di Pasqua!

GERUSALEMME

Gerusalemme, noi ti rivedremo
la speranza ci palpita nel cuore:
la strada è lunga, eppure arriveremo
Gerusalemme, casa del Signore.

Quando fummo salvati dall’Egitto
camminammo e pregammo con Mosè.
Quando eravamo schiavi in Babilonia
noi piangevamo e pensavamo a te.

Senza fermarsi in sterile rimpianto
i tuoi figli camminano nel mondo
lungo le strade libere del canto
vengono avanti in cerca del tuo volto.

Cristo fratello mostraci il cammino.
Tu che sei morto, tu che sei risorto,
tu che conosci il Padre da vicino,
Cristo fratello che ci vivi accanto.

Fratelli di dolore e di sorriso,
artefici del mondo di domani,
bisogna costruirlo il Paradiso
portando amore nelle nostre mani.

Come dispersi stormi di gabbiani
s’incontrano e proseguono nel volo,
i popoli del mondo si uniranno
tutti fratelli verso un Padre solo.

GUARDA IL MIO DIO

Arco di Dio posato sul cielo
segno di pace, di vita, d’amore
come bambini proviamo stupore:
mentre guardiamo, sogniamo quel volto.

Splende nel cielo la nuova giornata
vive in terra un uomo che e’ nuovo:
ecco si salva per mezzo dell’acqua,
santo Battesimo che lo redime.

Sta nel deserto in mezzo alle fiere,
contro ha il maligno con arti e lusinghe;
lui sceglie il Padre: Lui, Figlio e Signore,
lode degli angeli santi del cielo.

Guarda il mio Dio:
negli occhi ha il perdono viso severo
ma dentro ha il sorriso.
E’ ferma la voce
è lieto il messaggio
“Il Regno è vicino:
cambiate; coraggio!”


IDDIO AVEVA INVENTATO

Iddio aveva inventato
quest’universo senza confini
ma il giorno più bello di tutti creò
le mamme i babbi e i bambini.

Dio era pieno di vita e d’amore
volle creare la luce del sole
volle creare lo spazio e le stelle
e fu contento perché erano belle.

Iddio aveva inventato…

Volle creare la terra ed il cielo
con le stagioni del caldo e del gelo
dalle montagne alle rive del mare
ogni semenza poté germogliare.

Iddio aveva inventato…

Nacquero pesci, uccelli con ali
tutte le specie degli altri animali.
Poi ci fu un giorno di grande esultanza:
Dio fece l’uomo a sua somiglianza.

Iddio aveva inventato…

L’uomo e la donna vennero al mondo
dettero il nome alle cose d’intorno.
Li benedisse allora il Signore
perché crescessero nell’amore.

Iddio aveva inventato…

Nacquero e crebbero tutte le genti
e popolarono i continenti.
Disse il Signore: siate felici,
siate per sempre fratelli ed amici.

Iddio aveva inventato…


IL DESTINO DEI POVERI

Il nostro destino comincia domani
si può modellare unendo le mani
l’abbiamo intuito, l’abbiamo già in mente:
se uniamo le mani si plasma con niente!
L’immenso tesoro che noi possediamo
è solo la forza di darci la mano!
Il nostro destino è come il sorriso:
ci nasce dal cuore, ci illumina il viso.

Si nutre di pace, di tutte le attese,
di mille speranze sul mondo sospese.
Si accende dei sogni che tanto sognammo,
dei canti d’amore che sempre cantammo.
Un solo destino per tutti ci è dato,
nessuno si illuda di averlo in privato;
nessuno si creda di avere un destino
migliore o peggiore del proprio vicino.

Per questo ogni notte la luna sorride
su ciò che ci unisce, cu ciò che divide.
Dov’è la saggezza degli uomini scaltri?
la nostra fortuna riposa negli altri!
Il bene di tutti facciamo ciascuno
e tutti affidati all’amore di ognuno.
Da tutti i dolori, da tutte le pene
coraggio fratelli, usciamone insieme!

Qualcuno ci porta e tutti trascina:
è Cristo in persona che in mezzo cammina.
E quando orizzonte da noi non si vede
stringiamoci insieme, ché Lui ci precede,
stringiamoci insieme, ché Lui ci precede.

IL REGNO DEL SIGNORE

In terra sparge il seme il contadino,
chi muove il suo germoglio non lo sa:
gli basta di sapere che un mattino
un raccolto abbondante mieterà.

Potenza della mano del Signore!
Sei tu che cresci gli alberi quaggiù:
abbatti quello forte e rigoglioso
quello secco rifiorire lo fai tu.

Venite sulla pianta della vita!
Un posto per ognuno ci sarà.
Che tu ci faccia vivere o morire
il tuo Regno ogni uomo abbraccerà.

Il regno del Signore
nell’uomo è seminato:
germoglierà l’amore
in chi l’ospiterà.
Sarà la pianta grande
pacifica sul mondo,
i rami come braccia
e tutti accoglierà.

IL SANTO MANDATO DA DIO

Il Profeta sarà uno del popolo
ascolterà la volontà del Padre
e fedele sarà la sua parola:
a lui darete ascolto.

E’ venuto il Maestro che ci libera
dalle dottrine vecchie e ci propone
un nuovo insegnamento che ha la forza
e autorità di Dio.

La Parola che vive e che fa vivere
pronunzia la condanna e la salvezza,
incide come spada nella Storia
ne fa uscire il male.

Il Santo mandato da Dio
è il vero Maestro dell’uomo.
Le cose nuove che insegna
la sua Parola le compie.

IL SEME DELLA VITA

II seme della vita è sottoterra
il seme della vita non è morto:
la vita vince e canto la mia gioia
perché sei risorto, Dio dell’amore.

Nell’orto degli ulivi luna piena.
Nessuno che divida la mia pena.
Padre mio, sono solo in faccia al mondo,
aiutami a servire fino in fondo.

Ai piedi della croce la Madonna.
“Giovanni, io ti lascio questa donna.”
Poi la morte, il mondo tutto buio,
ed il prezzo nel campo del vasaio.

Ti hanno visto le donne alla mattina:
la tua persona dolce come prima!
A quelli che ti avevano perduto
la tua parola ancora, il tuo saluto.

In ogni sofferenza seppellito
ti ho visto coi miei occhi, ed ho capito.
In ogni gesto limpido d’amore
io ti ho rivisto vivo, mio Signore!

IL SIGNORE MI CHIAMA OGNI GIORNO

Il Signore mi chiama ogni giorno
per affidarmi un compito d’amore.
Egli ha fiducia in me;
ma nel mio cuore posso dire « si » o « no ».

C’era un ragazzo in Israele
che si chiamava Samuele.
Mentre dormiva Dio lo chiamò
e per tre volte lo svegliò.

Ma Samuele non capiva
chi lo chiamava, e di nuovo dormiva.
Ma finalmente l’ultima volta
disse: « Signore, il tuo servo ti ascolta ».

Così il Signore potè confidargli
tutte le cose che aveva da dirgli.
Questa è la storia di Samuele
che fu profeta in Israele.

Ma ogni ragazzo riceve nel cuore
Una parola del suo Signore
una parola che gli indicherà
come servire la verità.

Ogni ragazzo che viene alla vita
è del Signore speranza infinita.
Ogni ragazzo che ascolta il Signore
è una stupenda avventura d’amore.

INNAMORATI DI OGNI COSA

Innamorati di ogni cosa
noi siamo quelli che camminano
sorridendo passo passo
poiché tu ci accompagni.

L’ultima sera che ci parlasti
una parola tu ci dicesti:
« lo son la vite, voi siete i tralci
il Padre mio l’agricoltore ».

« Quando è reciso il tralcio muore,
ma se restate a me uniti
voi porterete frutti d’amore
e frutterete sempre di più ».

La prima volta che mi accogliesti
presso il tuo fonte battesimale:
« Vieni a far parte della mia vita,
vivi d’amore, rinunzia al male ».

Ora cammino con i tuoi santi,
con i tuoi poveri, nella tua luce.
La tua Presenza che viene avanti
cresce soltanto quando c’è amore.

Quanta fatica, quanto dolore
questa tua crescita costa ogni giorno,
le creature, o mio Signore
stanno in ascolto, tendono a te.

LA COMUNIONE DEI SANTI

Fratello che canti sul banjo
nella pupilla ridente di Dio
perché sei felice?

Ho raccolto il cotone sotto il sole
e le canne da zucchero, il caffè.

Fratello che canti sull’arpa
nella pupilla splendente di Dio
perché sei felice?

Ho amato le risaie dell’oriente
e la pace ferita fra i bambù.

Fratello che suoni la tromba
nella pupilla lucente di Dio
perché sei felice?

Ho scavato diamanti per i bianchi
senza mai maledirli in schiavitù.

Fratelli di tutta la terra
la comunione dei santi di Dio
è solo l’amore.

Ogni uomo che crede nella vita
è per sempre sul labbro di Gesù.

LA NOSTRA FEDE

Quando al mattino, levando il volto
cerchi la forza per il tuo giorno
pensi a Colui che ti vuole al mondo
“non sei lontano dal regno di Dio”.

Quando ti spendi durante le ore
e tieni conto nel tuo agire
delle speranze di chi ti è attorno
“non sei lontano dal regno di Dio”.

Quando alla sera, prima del sonno
leghi il fastello delle tue azioni
e lo consegni alla sua clemenza
“non sei lontano dal regno di Dio”.

La nostra fede ha poche regole
solo l’amore essa ci chiede:
amare in alto, verso il Signore
amare accanto, dove c’è l’uomo:
ditelo ai figli, che hanno bisogno
di dare corpo al loro sogno.

LA PACE È UNA CITTÀ

Ragazzo che fai festa, che promuovi la protesta,
che ti preme l’avvenire e reclami libertà,
difendi la memoria che dà senso alla tua storia
e ti libera la fronte dalle nuove schiavitù.
Riprendi la canzone che ho cantato con passione,
con la voglia di cambiare come quella che c’è in te.
L’esempio che ti ho dato non è sperso nel passato
se di nuovo lo raccogli e lo porti avanti tu.

Shalom, shalom canta insieme a me,
shalom, shalom, porta intorno a te.

Se il seme della guerra avvelena questa Terra
fai sentire la tua voce là dove l’uomo è in croce!
Non spendere il tuo cuore ai mercati del rumore:
degli slogans consumati carta straccia resterà.
Sarà con la tua scienza, con lo studio e la pazienza
che darai ai rifiutati la parola « dignità ».
Allora potrai dire: « costruiamo l’avvenire »
ed il lupo della guerra mansueto diverrà.

Shalom, shalom canta insieme a me,
shalom, shalom, porta intorno a te.

Cammineremo accanto portandoci un incanto
talmente trasparente che la gente capirà,
e un giorno benedetto giungerà colui che aspetto:
il Signore della Pace indiscusso regnerà.
Quel giorno tutta intera ci sarà la pace vera,
e una goccia di quel mare ce l’avrai portata tu.
Nella Città futura entrerà ogni creatura:
una sola comunione inventata con Gesù.

LASCIA CHE IL NOSTRO CANTO

Ora che la pace sta forzando la mano degli uomini,
lascia che il nostro canto
torni a chiamare a gran voce
un avvenire che pareva smarrito ai nostri occhi;
ora che la pace sarà occupazione di moltitudini,

Lascia che il nostro canto
torni sulle colline
a salutare l’avvenire
a nome di tutti gli uomini.

Ora, chi ha amore a sufficienza
esca di casa, ne porti a tutti
a cominciare dai più vicini,
ora che il giorno è pieno
e che la sera è dolce.

Affinché ogni uomo diventi pietra sicura,
ogni fratello una creatura di sorriso,
ogni labbro pronunciatore della Parola,
la vita di tutti una comunione.

Ora chi ha amore a sufficienza
esca di casa, ne porti a tutti
a cominciare dai più vicini;
ora che il giorno è pieno
e che la sera è dolce.

MARIA, IL TUO FIGLIOLO FA PRODIGI

Maria, il tuo figliolo fa prodigi!
In tutte le città parlan di lui.
Maria, il tuo figliolo è sulla strada,
il popolo cammina dietro a lui!

Sull’acqua l’hanno visto camminare,
e un giorno di tempesta in mezzo al lago
ai venti l’hanno visto comandare.

Gli storpi si son messi a camminare;
i ciechi nati vedono la luce,
i muti non si stancan di cantare.

Il popolo l’ascolta e gli vuol bene.
Difende i tribolati e gli indifesi
e li solleva dalle loro pene.

Ha messo lo scompiglio fra i Dottori
perché li trova poveri d’amore
e rivolge il sorriso ai peccatori.

MIRIAM DI PALESTINA (Se non sei bella tu)

Miriam Maria, sei umile in terra
e stella chiara in cielo!
Come hai potuto guadagnar favore
lassù presso il Signore?
“Non è guadagno, è puramente dono
del mio e vostro Dio”.
Santa senz’ombra, di codesto dono
ne hai un po’ per noi?
“Ce n’è per tutti, è un dono tanto grande:
perchè è la vita di Dio!
Dono d’amore, dono d’amicizia
in Gesù vostro e mio”.

Allora prega: il nostro e tuo Signore
ci apra il cuore al dono,
Madre d’amore, figlia dell’Amore
tu pregherai per noi.
“E nascerà Cristo in mezzo a voi
con la vostra purezza.
Amate Cristo e vi ripeto; fate
ciò che vi dirà”.

“Lui vi dirà: servitevi l’un l’altro
come ho servito voi.
Lui vi dirà: siate una cosa sola
come il Padre che è con me”.
“Lui vi dirà: annunziate il mio Vangelo
nelle vostre speranze.
Lui vi dirà: pronunziate il mio nome
nei sogni della gente!”

Se non sei bella, tu non è nessuno.
Se non è gioia in te, dove è letizia?
Se non soccorri tu, dove è speranza?
Maria, rendici belli come te!
Maria, rendici belli come te!

NELLA CHIESA DEL SIGNORE

Nella Chiesa del Signore
tutti gli uomini verranno
se bussando alla sua porta
solo amore troveranno.

Quando Pietro, gli Apostoli e i fedeli
vivevano la vera comunione
mettevano in comune i loro beni
e non v’era fra loro distinzione.

E nessuno soffriva umiliazione
ma secondo il bisogno di ciascuno
compivano una giusta divisione
perché non fosse povero nessuno.

Spezzando il pane nelle loro case
esempio davan di fraternità
lodando insieme Dio per queste cose
godendo stima in tutta la città.

Talvolta, nel cammino della storia
hai rivestito, Chiesa del Signore
le vesti del potere e della gloria
velando la presenza dell’amore.

Ma noi che ci sentiamo Chiesa viva
desideriamo con ardente impegno
riprendere la strada primitiva
secondo l’evangelico disegno.

Se tu ci aiuterai, Cristo Gesù
raccolti nella tua Eucarestia
ti saremo fedeli sempre
più popolo santo lungo la tua via.

NEL MONDO C’É UN TEMPIO PERFETTO

Ha rivelato l’antico progetto
l’ha rivelato al profeta ed al re:
“Non sarai tu a costruirmi una casa,
io costruirò una Casa per te!”

Egli non vuole un tempio di pietra,
vuole una casa di pietre viventi.
Appassionato alla storia del mondo
la sua presenza è nei giorni dell’uomo.

Si è preparato un grembo di luce
di santità, di assoluta purezza.
Si è ricavato lo spazio di un seme
come un cristallo nel magma terrestre.

E tu, Maria, c’insegni l’attesa
e l’accoglienza, il trepido ascolto
e la custodia dei grandi misteri
a te fioriti, chiari, sul volto.

Nel mondo c’è un tempio perfetto:
è il Corpo di Cristo Signore
nel Pane mangiato all’altare
nell’uomo che soffre e che muore.

O MANO DEL PADRE

O mano del Padre che scavi in noi,
tu apri un vuoto dentro di me
per farti il posto tuo e lo riempirà Gesù.

Non muore più nessuno, sapendo che
tu vivi qui e sei
il Dio con noi.

Città dei miei giorni che vivi quaggiù
c’è un fiume immenso che cresce in te:
con questi figli tuoi
sarai la mia Città lassù.

Così si va insieme, incontro a Te
portando Te che sei
il Dio per noi.

O Volto di luce che splendi su noi,
trionfa il Mondo salendo a te,
cantando il nome tuo,
portando tutto a te, Gesù.

La Vita va lontano, soffrendo in sè,
ma volerà finché
starà in Lui.

ORA VENGO AL TUO TEMPIO, MARIA

Sulla strada del lungo viaggio
ho portato il più caro ricordo,
o Maria delle sere di maggio,
quando l’ebbra effusione del canto
conquistava il mio cuore fanciullo,
con la festa del popolo intorno
e il più tenero riso sul labbro
mi facesti conoscere Cristo.

Ora vengo al tuo tempio, Maria,
con la folla di quelli che sanno
con quegli umili, piccoli accanto
che per prima esaltasti nel canto…
con quegli umili, piccoli accanto
prediletti dal tuo Gesù.

Dentro ai segni dell’acqua e del gesto,
uomo immerso a cercare me stesso,
ho scoperto il mistero del mondo:
ho sentito che sono al mio posto
in un grande ed ignoto disegno
intessuto di grazia e di pianto,
di fatica che va preparando
un paese per tutti promesso.

Ritornare domani al mio tetto
pellegrino dal cuore rifatto,
tanto ormai non sarò più lo stesso,
un contagio riporto nel petto:
rimanere mistero a me stesso,
comunione spezzata ogni giorno
e visione protesa nel tempo
a scrutare il cammino di Cristo.

O SPIRITO DI DIO

O Spirito di Dio, respiro dei viventi,
ti cercano, ti trovano,
con voce incontenibile
ti annunziano le genti.

Un giorno ti vedremo faccia a faccia
allora sarà semplice capire
ma oggi il nostro sforzo è indovinarti
scoprirti nel tuo lungo divenire.

Ormai sei nella folla dei terrestri
sempre più chiaro segno di crescenza,
in alto siamo spinti ed in avanti
lo conferma ogni palpito, ogni scienza.

Hai fatto sì che ognuno ti cercasse
come a tastoni, nel suo camminare,
ma ormai son tanti i figli della terra
che han veduto da quale parte andare!
O Spirito di Dio sii benedetto
per avere collocato il nostro piede
su questa strada aperta a un nuovo tempo
donde si vede dove sei rivolto.

Come giullari erranti grideremo
nel mezzo dei crocicchi della storia:
la nostra storia è tua, Spirito Santo
ed ascoltino tutti i viandanti.

Tu sei lo stesso che ci parla in cuore
e vive in ogni foglia, in ogni stelo;
o Tu che tornerai con gli aquiloni
che i ragazzi smarrirono nel cielo!

Ormai la storia è un libro decifrato:
la morte è una parola del passato,
la vita è il linguaggio indovinato
a penetrare il tuo discorso eterno.

PASSA, GIOVANNI

Passa, Giovanni, su tutte le strade,
a preparare le vie del Signore!
Passa fra i popoli, rinnova l’invito:
non più battesimo d’acqua nel fiume
ma voce ancora che grida nel tempo,
chiedi a ciascuno la sua conversione
dall’egoismo a pensieri d’amore.

Passa fra gli uomini. Indugia fra quelli
che dicon d’essere con il Signore
ma non capiscono di averlo tradito:
stanno provando i discorsi e le scene,
vendono ai popoli un finto Natale,
lasciano Cristo morire di fame,
credono solo nel loro potere.

Mille profeti faranno tacere
tutte le volte è Cristo che muore,
ma non si accorgono del grande mistero:
dentro la morte qualcosa succede
che non è più sotto il loro potere;
dentro la morte c’è il sangue di Cristo
pronto ad erompere il giorno che vuole.

Tutti gli oppressi ti portano in cuore
sangue di Cristo che brucia le vene,
senza saperlo somigliano a te.
Tanti che celebrano il tuo Natale
ti hanno lasciato nell’ignoranza
ti hanno costretto alla ribellione,
la ribellione che chiama all’amore.

Ogni villaggio di povera gente
dove i bambini non hanno sorriso
ogni villaggio coperto di bombe,
ogni villaggio che Cristo difende
per preparargli un giorno di pace,
ogni villaggio si chiama Betlemme
se la giustizia vi può germogliare.

Vieni Signore, raduna le forze
oggi presenti nel grembo del mondo
portaci avanti con passo solerte,
con questa pena che ci sommerge,
con tutta l’ansia che ci coinvolge,
con ogni slancio che ci trascina
con questo amore che tutti unirà.

PASSAMI IL TESTIMONE

Lungo la strada che porta a Gesù
salgono gli uomini in fila indiana:
la strada è lunga e non finisce più
oh, lunga strada della storia umana!

Passami il testimone dell’Amore
il Corpo di Gesù, il vincitore:
lo porterò nel cuore e nella mano;
corri, staffetta, sempre più lontano!

Vedo i miei vecchi davanti a me:
mi fanno un cenno sull’orizzonte
prima di giungere in braccio a Te
e comparire di là dal monte.

Passami il testimone dell’Amore…

I genitori mi stanno accanto:
la loro mano mi dà coraggio,
sopra le labbra mi mette un canto
mi benedice nel mio viaggio.

Passami il testimone dell’Amore…

E voi compagni di fanciullezza,
la comunione che oggi ci unisce
sia come un patto di fratellanza
per questa vita che in noi fiorisce.

Passami il testimone dell’Amore…

Di questa vita che ci è donata
ognuno corre la sua frazione
e tutti insieme davanti al Padre
ne spartiremo la comunione.

Passami il testimone dell’Amore…

PASTORI CHE ANDATE A BETLEMME

Pastori che andate a Betlemme
che cosa succede stanotte.
Avete per caso bevuto?
«Abbiamo sentito annunciare
che il mondo deve cambiare
e questo ci interessa molto».

Ma come potete pensare
che il mondo possa cambiare.
E chi può cambiarlo il mondo?
«Lasciateci solo andare
a salutare il Signore
e poi torneremo agli ovili.
Ci basta vedere il suo volto
sapere con tutta certezza
che noi non abbiamo sognato».

Pastori voi siete impazziti,
la notte era tanto tranquilla
e avete svegliato la gente.
«…e poi torneremo agli ovili,
ma dentro scoppiamo di canto
perché il nostro Dio è al mondo!
Alleluja, Alleluja, Alleluja,
Alleluja, Alleluja, Alleluja,
perché l’uomo-Dio è al mondo!”.

POPOLI DELLA TERRA

Popoli della terra
perché guardate il cielo?
Egli ritornerà
quando saremo Cielo.

Il mio Signore ha preso la forma del cielo,
la mia mente è rimasta senza capire.

Egli si è incamminato nel vero mistero,
ci ha lasciati ad attendere il suo ritorno.

La strada del ritorno è il nostro avvenire:
mettiamoci in cammino verso l’incontro.

Come il sole di maggio schiude farfalle,
il suo amore ci schiuderà, saremo cielo.

Porteremo il suo nome su ogni pianeta,
cercheremo il suo volto nell’universo.

Quando saremo cielo Egli ritornerà,
gli correremo incontro, lo riconosceremo.

PORTE DELLA CITTÀ

Porte della città, sponde dei fiumi
voi che vedete tutto ciò che avanza
“perché ci raduniamo?” ci direte
“la forza che ci muove è la speranza “.

“La vostra forza è Cristo che cammina
Cristo presente in ogni nuova forma:
in Lui per sempre siete compromessi,
beati voi che ne seguite l’orma.”

In assemblea d’amore ci uniremo
con occhio fatto semplice e sincero:
saremo Chiesa viva e mostreremo
che Dio non è tra gli uomini straniero.

“Portate cuore d’uomini e di donne
di pace rinnovato giorno giorno:
ogni palpito un seme d’avvenire,
è la Storia, in quest’angolo di mondo.”

Casa di Cristo, legaci in famiglia
con ogni cosa viva che ci porti:
l’età dei nostri figli, le stagioni,
la veneranda età dei nostri morti.

“Rivèstiti di canto e di preghiera,
popolo immerso nella tua ventura
comunicante con la terra intera
e con la vita di ogni creatura!”

SANTO CORPO DEL RISORTO

Galilea delle genti che ti espandi
polmone che lo Spirito dilata
ci dirai dove Lui si manifesta
dove dimora, dove si nasconde
o posa il capo.

O patria tribolata e senza pace
simbolo e concretezza della Storia
tutto il mondo si affaccia intorno al lago
dove sulle pendici ventilate
stormisce maggio.

Corpo del mio Signore, dove vivi?
Ti sento dappertutto e in nessun luogo
comunione che impronti l’universo
e il cuore mio del solito messaggio:
“tutto è amore!”

Sempre di carne e sempre apparizione
tu ci precedi in ogni Galilea,
segni alcuni di noi delle tue piaghe
perché riconoscendoti si possa
toccarti ancora.

Tornando, troverai la fede al mondo?
“Sì”, gridano la stella e il gelsomino,
e l’uomo – in mezzo – grave di coscienza
fra accoglienza e rifiuto tiene in pugno
questa speranza.

Santo Corpo del Risorto
il tuo spazio è l’universo
ma è la zolla del mio cuore
dove mette le radici
il tuo Regno, se l’accolgo.

SIA BENEDETTO IL SERVO

II nostro Dio è uno che ha sofferto,
sa l’amarezza, il pianto, il tradimento:
di lui mi fido, è di dolore esperto.

Si è proposto alla gente come un servo
uno che lava i piedi, mite e curvo,
eppure ha reso libero ogni schiavo.

Ha presentato un volto di sconfitto
volto percosso, disperato e morto
prima di quello dolce del Risorto.

Il nostro sommo sacerdote è questo;
ha rovesciato il corso del destino
lui, carne d’uomo, spirito divino.

Sia benedetto il Servo del Signore
perché ha realizzato il Suo progetto:
caricarsi il peccato sul suo Corpo
e seminare il seme più fecondo:
quello del sacrificio, sopra il mondo.

SONO MARIA

Sono Maria quella che Ti ascoltò
Il Tuo mistero è più grande di me.
Ma la Tua pietà mi pervaderà
mi conquisterà.
Sì, Ti risponderò sì, io Ti seguirò.
E mi accenderò sulla via di Te
contemplando Te.
Sì, ti ritroverò sì, nei fratelli miei.
Ti seguirò ma non so dove vai.
Mi troverò nella Tua libertà.
Mi ridesterò dentro il sogno Tuo
fatto realtà.

SONO RISORTO

Sulla collina di Gerusalemme
corresti svelta col tuo stupore
dando l’annunzio alla Chiesa mia
o Maddalena, donna d’amore.

Sono risorto e son con voi
ogni giorno a camminare con voi, Alleluia
sì, cieli nuovi e terre nuove
tutti insieme noi farem
dandoci la man. Alleluia, alleluia…

Dillo alla gente che si è scordata
della tua gioia semplice e pura;
parlan di Cristo senza entusiasmo
come se avessero sempre paura.

Corri ogni giorno davanti al mondo,
dillo ai fratelli che hanno timore:
sono risorto, sono con voi,
o Maddalena colma d’amore.

Levate il canto coi bimbi in braccio
e riprendete a vivere in pace:
Cristo è risorto, basta col pianto
donne del mondo pazze di pace!

Fateci cenno, dal vostro incanto
voi che tenete sguardo profondo:
codesta forza di amare tanto
donne dei poveri, grazia del mondo

SORGI O MONDO

Sorgi o mondo, cammina nella luce,
ricordati del canto del Profeta;
è tempo di procedere con forza
a costruire il Regno dell’Amore.

Stella cometa, Re Magi d’Oriente,
Gesù Bambino, poesia del Natale,
com’era facile commuoversi e credere
d’avere fatto il nostro dovere.

Oggi l’Oriente ti porta i suoi morti,
poveri morti di guerra e di fame
non una stella ci guida a Bethlemme,
ma una bruciante vergogna nel cuore.

Cristo dei secoli facci capire:
ora non basta un pensiero nostalgico:
la tua presenza non è nel ricordo
ma nella vita di ognuno che vive.

Facci vedere la luce di un giorno
in cui nel mondo prevalga l’amore;
fai che quel giorno la nostra presenza
non sia d’inciampo ma segno d’unione.

SULLE STRADE DELLA VITA

Sulle strade della vita
ch’io t’incontri mio Signore
e la forza dell’amore
nella pace annunzierò.
Gesù passava da un casolare
ed era stanco di camminare.
Vicino a un pozzo si riposò
a prender l’acqua una donna arrivò.

Gesù le disse « Dammi da bere »
« Tu sei straniero e mi chiedi un favore.
Tu sei nemico della mia gente,
perché mi tratti amichevolmente?»

Se tu sapessi il dono di Dio,
se tu sapessi chi sono io,
tu mi diresti dammi da bere
e l’acqua viva ti potrei dare.

Chi beve l’acqua di questo pozzo
fra poco avrà di nuovo sete
chi beve l’acqua che gli do io
diventerà amico di Dio.

Quando sentiamo l’arsura nel cuore
ci avviciniamo alla tua sorgente
tu ci ristori con il tuo amore
il nostro canto torna esultante.

SUL MONTE DEL SIGNORE

Abramo, com’è aspra
la valle della passione,
quella che porta al monte
dove il Signore muta
la prova in benedizione!

Signore tu risparmi
il figlio dello straniero
ma sacrifichi il tuo:
quale amore è questo
e quale predilezione!

Se Dio è con noi
chi può schierarsi contro?
Forse quel Cristo morto
anzi, per noi risorto
e nostro intercessore ?

O Tabor luminoso,
la voglia di rimanere:
chiama però nel mondo
la vita che ha bisogno
di altra seminagione.

Sul monte del Signore
mi parla la Sua voce,
sul monte del Signore
mi avvolge la Sua luce,
ma prima devo ascendere
il monte della Croce.

SVEGLIATI O TU CHE DORMI

Come Giovanni a cena col Signore
ho dovuto appoggiarmi sul tuo petto
per giungere a conoscere il tuo cuore.
Stare al tuo fianco giorno dopo giorno,
e calarmi nel tuo profondo sonno
per sussultare a un improvviso canto.

Svegliati, o tu che dormi
sorgi di tra i morti
e Cristo t’illuminerà, t’illuminerà.

Nelle mie vene scorre un sangue vivo
un sangue capacissimo di danza;
ho meraviglia già delle mie labbra
labbra capaci di parola e canto!
Non mi lasciare, o Dio che mi hai salvato
tu che mi hai liberato, stammi accanto.

E mi rivestirò del tuo splendore
e calzerò le scarpe del viaggio.
Di là dalle colline sento voci
tu non le senti ancora, mio compagno?
Siamo chiamati tutti all’avvenire:
mia patria, mia risorsa, mia passione.

Addio, terra del mio triste pianto!
E’ arrivato Colui che mi ha sorriso
all’improvviso dalla valle accanto.
Ora bisognerà prendere il largo
battelli dell’ardente desiderio:
laggiù stanno aspettando nuove terre.

A perdita di vista, noi vedremo
a perdita di vita, noi vivremo.
E porterò con me sempre il ricordo
della mia schiavitù, ora che canto,
per rimanere ultimo soltanto
allo spartire di ogni eredità.

Perché la ricompensa che ti ho chiesto
è vivere con Te, per tutto il tempo
ed oltre, quando i secoli verranno
a mettere la testa sul tuo petto
e sarai posseduto da ogni sguardo
ed ogni stirpe a Te si donerà.

TERRA DILETTA

Terra diletta, mia gioventù
mi ricorderò di te
quando saremo fioriti lassù
dove è possibile amare di più.
O infanzia del mondo
niente di te perderò.

Cari compagni, cresco con voi
creature del Signor.
Questa letizia con me porterò:
di essere stato presente fra voi.
Tutti bevemmo la vita
che Lui versava su noi.

Cielo che ti apri vasto su noi
lentamente svelerai
In quale carne quaggiù splenderà
il corpo nuovo dell’umanità.
O vaghe piste di pace
Quanto da crescere c’è!

TU CHE COMANDI AL MARE

O mare misterioso
a mare tempestoso
tu fra le cose vive
mi parli di potenza:
quella del nostro Dio.

Ma non mi fai paura,
la fede mi rincuora:
sopra la nostra barca
c’è Cristo: a Lui importa
che non abbia a perire.

In compagnia di Cristo
vivo perché lui vive,
sono creatura nuova:
passato il mondo vecchio
tutto diventa nuovo.

“E non mi turba nulla
e nulla mi spaventa,
ma chi possiede Dio
non manca più di nulla
e Dio solo gli basta”.

Tu che comandi al mare
e fai cessare il vento
sei quello che dirige
al pieno compimento
la rotta della storia.

TUTTE LE GRAZIE SCENDONO

Croce piantata lungo l’orizzonte
d’ogni cammino che attraversa il mondo,
non è un abbraccio nudo che ci tendi:
chi ti guarda con cuore confidente
ti scopre rivestita del Signore!

Tutte le grazie scendono
dal legno della Croce,
le tenebre protendono
verso una sola luce
tutte le genti attendono
la tua Resurrezione.

Tomba di Cristo che mi hai germogliato
nella tua terra le radici affondo
e trovo il nutrimento dell’amore
l’intimità coi figli del silenzio
con quelli che frequentano il profondo.

Quelli che a sera sono consumati,
vuoti nel cuore, spenti nelle membra
e pregano perché tu li sollevi,
assomigliano a te che hai sollevato
il mondo col tuo peso di dolore.

L’esule canta sempre alla sua terra
parole di struggente nostalgia,
chi nasce dalle braccia della Croce
pronunzia in faccia a tutta la sua stirpe
parole di vivente profezia.

Come le pietre della bella piazza
portano il segno forte della storia,
il popolo che qui si è radunato
alzi l’insegna della tua vittoria
o Croce che ci hai tutti liberato!

Uniti nella fede ci stringiamo,
la nostra forza con la tua, Signore,
contro il demonio della divisione
per ritessere un vincolo d’amore
nella città rifatta comunione.

UN SEGNO GRANDIOSO

Ci dice la speranza che un giorno saliremo
là dove tutta santa tu splendi in cima al cielo.
Allora esulteremo con tutto il nostro corpo
là dove è rifiorito Maria e Gesù il vostro.

Intanto c’è un cammino, l’esempio tuo fecondo:
far nascere il divino negli angoli del mondo:
nella famiglia umana, lungo la nostra storia,
dove il passaggio nostro accumula memoria.

Gioisci o benedetta: quaggiù dove sei nata
di te c’è nostalgia e resti la più amata.
Quando cadrà ogni velo ti rivedremo in viso,
diventeremo cielo e avremo il tuo sorriso.

E quando ti preghiamo la tua risposta è certa:
Maria, porta del cielo per noi sei sempre aperta.
Sorgente di letizia che ispiri il nostro canto
noi certo passeremo nascosti nel tuo manto.

Un segno grandioso è apparso nel cielo:
una donna ammantata di sole,
la luna sotto ai suoi piedi
e sul capo di lei una corona di stelle.

VERRAI, PERCHÉ TI CHIAMIAMO

Noi siamo sempre il popolo di Dio,
e Tu col Tuo perdono a noi ritornerai
dentro la tua città!

Siamo L’argilla, Padre, e Tu il vasaio:
dacci la forma bella che risponda
alla Tua volontà!

La Tua parola, Cristo, la Tua scienza
aspettando la Tua rivelazione
ci accompagnerà.

Verrai, di sera, od al cantar del gallo;
il Tuo ritorno, se vigiliamo amando
non ci sorprenderà.

Verrai, perché Ti chiamiamo
perché sei già presente
perché noi trasciniamo
insieme a Te la storia
verso quel chiaro giorno
del Tuo ritorno.